Morto prima di diventare una star, anzi di mostrarsi come una star. Il coniglietto Til era nato in un piccolo zoo in Sassonia, Germania, a Limbach-Oberfrohna, ed era senza orecchie. Una cosa un po’ strana, che aveva fatto dell’animaletto una piccola star del web, dove avevano iniziato a girare le prime immagini. Peccato però che non si potrà più vedere dal vivo: nel giorno della sua presentazione alla stampa infatti un cameraman ha fatto un passo “falso”, schiacciando il piccoletto che è morto all’istante. Una piccola tragedia, per lo zoo, che pensava di lanciare una nuova star, ma soprattutto per il coniglietto nato senza orecchie e morto per colpa di una scarpa.
Quando Til è nato tre settimane fa si era creato un vero e proprio tam tam mediatico. Senza orecchie, le sue immagini avevano fatto breccia nel cuore di molti che si erano organizzati per arrivare allo zoo e poter vedere la nuova star.
Lo zoo già pensava al giro di affari tra gadgets e servizi pubblicitari che il piccoletto avrebbe portato e aveva organizzato una presentazione ufficiale.
Il nome scelto era quello di una vera stella, Til Schweiger, attore molto amato in Germania e non solo, protagonista della commedia “Keinohrhasen” (Coniglio senza orecchie) campione d’incassi nel Paese.
Tutto era pronto dunque per mostrare la nuova star, quando un cameraman ha fatto un passo indietro ed è finito sopra il coniglietto, schiacciandolo.
Uwe Dempewolf, responsabile dello zoo, ha assicurato che Til è morto all’istante, senza soffrire. Poco prima dell’incidente il coniglietto si trovava con la mamma e i cinque fratelli in una stalla “privata”. Ancora non era chiaro il motivo dell’assenza delle orecchie, forse una malattia genetica o forse colpa della madre che gliele aveva rosicchiate.
Fatto sta che il piccolo era diventato la mascotte dello zoo e dalla Sassonia erano già arrivare decine e decine di richieste di poterlo vedere dal vivo. Poi l’incidente.
Il cameraman è il più scosso di tutti, dicono dallo zoo, non è certo stata colpa sua, ma ora lo zoo e tutti i fan che erano accorsi per vederlo dovranno farsi una ragione: Til non c’è più.
Il coniglietto era “raro”, come ha spiegato Michael Rockstroh, presidente dell’associazione degli allevatori di conigli di razza della Sassonia: che sia stata una malformazione o un “incidente” domestico Til era considerato unico nel suo genere.
Per questo lo zoo sta valutando la possibilità di imbalsamarlo: non sarà la stessa cosa ma almeno si potrà vedere “dal vivo”.
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martedì 20 marzo 2012
lunedì 19 marzo 2012
Petardo nel sedere di un gattino: salvo il micio, ora sta guarendo!
Uno scherzo da veri animali (o bestie!). È successo in Australia dove degli ignoti (o idioti) hanno messo un petardo nel sedere di un gattino, ferendolo gravemente. Alvin, questo il nome del micio, è stato soccorso dall’Ospedale Racecourse Road Veterinary di Ballina e ora si sta riprendendo. A raccontare l’episodio, avvenuto lo scorso febbraio, è stata Rachelle Beardsworth, veterinaria della clinica. Quando è arrivato Alvin era emaciato e aveva ustioni alle zampe posteriori e all’interno dell’ano: mentre lo stavano pulendo hanno trovato lo stoppino del petardo e hanno capito le cause delle ferite, già vecchie. Alvin si fida degli uomini, non è aggressivo per cui il sospetto è che chi abbia fatto questo sia una persona che conoscesse: qualcuno di cui si fidava.
Ora il micino si sta riprendendo e la clinica non ha intenzione di darlo in adozione. “Siamo tutti innamorati di lui, faceva le fusa anche quando è arrivato in clinica“, ha raccontato la veterinaria.
In clinica ha trovato amore e cure: portato da uno specialista Alvin dovrà essere sottoposto a un trattamento particolare ogni quindici giorni e per questo rimarrà lì, dove i medici si potranno prendere cura di lui anche tramite la creazione di un Fondo Alvin.
Gli è andata bene, dicono i veterinari. Quando era arrivato soffriva moltissimo e non si sapeva se sarebbe sopravvissuto. Ora sta meglio, ma avrà bisogno di cure e amore: rimarrà in clinica, dove nessun essere umano gli farà più del male, in compagnia di Charlotte, una cagnona di 14 anni che l’ha già preso sotto la sua ala protettrice. La polizia sta indagando sui colpevoli, ma per ora rimangono sconosciuti.
E noi che diciamo che le bestie sono loro...
Ora il micino si sta riprendendo e la clinica non ha intenzione di darlo in adozione. “Siamo tutti innamorati di lui, faceva le fusa anche quando è arrivato in clinica“, ha raccontato la veterinaria.
In clinica ha trovato amore e cure: portato da uno specialista Alvin dovrà essere sottoposto a un trattamento particolare ogni quindici giorni e per questo rimarrà lì, dove i medici si potranno prendere cura di lui anche tramite la creazione di un Fondo Alvin.
Gli è andata bene, dicono i veterinari. Quando era arrivato soffriva moltissimo e non si sapeva se sarebbe sopravvissuto. Ora sta meglio, ma avrà bisogno di cure e amore: rimarrà in clinica, dove nessun essere umano gli farà più del male, in compagnia di Charlotte, una cagnona di 14 anni che l’ha già preso sotto la sua ala protettrice. La polizia sta indagando sui colpevoli, ma per ora rimangono sconosciuti.
E noi che diciamo che le bestie sono loro...
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